News Le fiere rappresentano un importante volano per la promozione del riso in Italia, del suo territorio, della cultura e dell’intera filiera.

I dati dell’Osservatorio presentati il 4 marzo a Bruxelles evidenziano un elemento nuovo e particolarmente significativo: le fiere sono percepite dai visitatori come momenti di condivisione e di scoperta, occasioni preziose per conoscere il riso non soltanto come prodotto alimentare, ma anche come espressione di storia, cultura e di un territorio. Isola della Scala rappresenta una piccola % di produzione di riso, ma di estrema qualità e la sua attrattività ha varcato i confini nazionali.

Proprio da questa consapevolezza sono nate diverse riflessioni, insieme alla volontà – e alla richiesta rivolta all’Europa – di un sostegno concreto. Manifestazioni di questo tipo richiedono infatti investimenti sempre più rilevanti, non solo nelle strutture, ma anche nei servizi e nella capacità di offrire esperienze attrattive e di qualità per il pubblico.

Per questo è stato ribadito quanto sia importante che le istituzioni europee riconoscano il valore culturale, economico e promozionale delle fiere dedicate al riso, prevedendo forme di sostegno economico capaci di accompagnarne lo sviluppo e rafforzarne il ruolo strategico nella valorizzazione del riso italiano.

Il successo del riso italiano, che emerge dai dati dell’Osservatorio sui Consumi di Riso in Italia, poggia su tre pilastri: fa bene e si associa a un’idea di benessere quotidiano; è buono e versatile, adatto a piatti tradizionali e a ricettazioni innovative; garantisce un’alimentazione equilibrata e nutrizionalmente valida.

Fondamentale è la qualità della percezione del riso italiano. Alla domanda sul ruolo del riso nella propria alimentazione, cresce del +3,7% chi lo considera “molto” o “abbastanza” centrale nel proprio stile alimentare. Gli italiani apprezzano sempre di più il profilo nutrizionale del riso. L’88% degli intervistati concorda sul fatto che, se abbinato a proteine animali o vegetali, fibre e grassi sani, il riso può creare piatti completi ed equilibrati, in grado di favorire la sazietà e contribuire a un migliore controllo glicemico. La grandissima maggioranza dei consumatori lo mangia perché è un alimento sano 81,2% ma anche perché è un piacere 76,5%, valutazioni in crescita rispetto alla rilevazione del 2024: +3,7% e +2,0%.

Un risultato che risponde alla crescente attenzione verso alimenti che aiutino a mantenere un’alimentazione sana senza rinunciare al gusto.

Il riso è anche un orgoglio nazionale. Con le coltivazioni concentrate soprattutto in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, l’Italia è il primo produttore europeo di riso. Una leadership che si fonda su qualità certificata, sicurezza alimentare, tracciabilità e sostenibilità della filiera. Eppure, nonostante questa eccellenza, la ricerca segnala un dato sorprendente: la conoscenza del riso italiano è ancora scarsa tra i consumatori. Molti non sanno che il nostro Paese guida la produzione europea e che il riso italiano è tra i più apprezzati e riconosciuti al mondo, una vera eccellenza internazionale.

Per il futuro, la sfida non è solo mantenere la crescita dei consumi, ma raccontare meglio il riso italiano agli italiani. Le fiere e le sagre, proprio in quest’ambito, diventano strategiche per far conoscere e promuovere il riso italiano sia a livello istituzionale, sia a livello dei consumatori. Significa investire in comunicazione, educazione alimentare e valorizzazione del prodotto, mettendo al centro dell’informazione la bontà e i benefici nutrizionali, la storia, le tradizioni agricole, le certificazioni di qualità e il valore culturale del riso prodotto in Italia.

Il messaggio che emerge dalla ricerca è chiaro: il riso sta vivendo una nuova, positiva stagione. Cresce in quantità e qualità della percezione, conquista giovani e famiglie, risponde alle esigenze contemporanee di gusto, salute e sostenibilità, e può rappresentare sempre di più ciò che già è, ovvero un simbolo del made in Italy agroalimentare. Un patrimonio da riscoprire e valorizzare, dentro e fuori i confini nazionali.

Il riso nano vialone veronese IGP.

Le dichiarazioni:

 “Servono misure correttive, concrete, mirate e tempestive. La filiera del riso italiano affronta sfide vecchie e nuove, tra cui la stipula di accordi di libero scambio con paesi produttori che, inutile ricordarlo, non rispettano gli stessi elevati standard Ue. Il marketing territoriale e la promozione dell’eccellenza del riso italiano di per se non bastano, la Commissione europea risponda alle legittime istanze sollevate dal settore. Pensiamo, innanzitutto, ad interventi finanziari specifici, quindi non soltanto normativi, che consentano a questo settore strategico di allentare la pressione globale e competere ad armi pari con Asia e Sudamerica”. Ha dichiarato Paolo Borchiacapodelegazione della Lega al Parlamento europeo, promuovendo a Bruxelles un incontro dedicato alla competitività della risicoltura italiana.

“Come Regione Veneto portiamo a Bruxelles una nostra eccellenza, il riso nano vialone veronese, ricnosciuto IGP, filiera di prim’ordine. Inoltre, promuoviamo la Fiera del Riso di Isola della Scala, evento di livello nazionale ed internazionale. Oggi, però, abbiamo espresso la preoccupazione dei nostri agricoltori sui recenti accordi commerciali che creano concorrenza sleale e mettono in seria difficoltà il comparto risicolo. I Veneti e i nostri agricoltori non sono spaventati del lavoro, del sacrificio e degli investimenti. Sono spaventati dalla burocrazia”, ha sottolineato Filippo Rigo, consigliere regionale della Regione Veneto, intervenuto al dibattito al Parlamento europeo.

«Negli ultimi quattro anni abbiamo condotto una ricerca annuale per capire cosa pensano gli italiani del riso e quali siano le loro aspettative. Il rapporto che emerge è estremamente positivo: il riso è percepito non solo come un alimento nutrizionalmente valido, ma anche come un grande piacere della tavola. C’è ancora spazio per fare di più, soprattutto nel raccontare meglio le sue caratteristiche nutrizionali e nel valorizzare la grande varietà di preparazioni, spesso legate alle tradizioni regionali, che possono stimolare la curiosità e la sperimentazione in cucina. In questo percorso le fiere svolgono un ruolo fondamentale: da più di vent’anni le nostre ricerche dimostrano che il contatto diretto con i cittadini è tra i momenti più efficaci, perché le informazioni ricevute restano impresse in modo più chiaro e duraturo, soprattutto quando si uniscono all’esperienza della degustazione e della convivialità. Un dato confermato anche dall’osservatorio sui consumi del riso italiano su cui dobbiamo lavorare di più, come la consapevolezza del valore della produzione nazionale: solo il 23% degli italiani sa che l’Italia è il più grande produttore di riso in Europa. È importante quindi rafforzare l’orgoglio per una filiera che ha un peso economico, sociale e ambientale così rilevante per il nostro Paese», afferma Cosimo Finzidirettore di AstraRicerche.

“Ci vogliono visione e tempo – ha commentato da parte sua Roberto Venturi, presidente di Ente Fiera di Isola della Scala. “La fiera, giunta alla 58esima edizione, è certamente una manifestazione importante, ma ha bisogno di una grande evoluzione. Un percorso che abbiamo iniziato a indagare già quattro anni fa con l’istituzione dell’Osservatorio sui consumi del riso in Italia, nato per comprendere meglio le tendenze del mercato e individuare le scelte più efficaci per valorizzare questo prodotto. L’evoluzione della Fiera del Riso è un cammino lungo, che richiede fiducia, investimenti e supporto anche da parte dell’Europa”, conclude Roberto VenturiPresidente Ente Fiera Isola della Scala.

“Dobbiamo salvaguardare il lavoro di centinaia di aziende agricole e delle industrie di trasformazione: un vasto indotto che abbraccia Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia, dove operano i principali produttori di riso italiani ed europei. Le importazioni dal sud-est asiatico con una regolamentazione comunitaria che li rende esenti da dazi sta mettendo in ginocchio la nostra risicoltura”, aggiunge Roberto MagnaghiDirettore dell’Ente Nazionale Risi.

All’evento ha partecipato, tra gli altri, l’Ambasciatore d’Italia presso il Belgio, Federica Favi.


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