I mestieri del riso: come si livella la risaia

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I mestieri del riso: come si livella la risaia

 
  
24 March 2016

Un risicoltore racconta come livella la risaia



C’è chi dietro casa ha il giardino, chi invece ha il barbecue.La famiglia Rancan, dietro casa, ha la sua risaia.
Appena al di là delle giostrine dei bambini, al confine tra il prato e il campo, Graziano Rancan ha cominciato, dopo l’aratura, il primo lavoro importante: la livellatura della risaia. Cerchiamo dunque di capire come si livella la risaia. La livellatura (o livellamento) del terreno permette di ottenere un appezzamento perfettamente piano, senza inclinazioni, buche e dislivelli che provocherebbero ristagni d’acqua o zone asciutte.
Una discontinuità della risaia potrebbe favorire malattie del riso - ci spiega Graziano una volta saliti sul trattore -. Inoltre una buona livellatura della risaia garantisce anche una crescita del riso più omogenea”. La sorella Maria Grazia aggiunge che oggi questa delicata operazione avviene attraverso un segnale laser (si dice perciò livella laser) che viaggia da un cavalletto/trasmettitore posizionato sul campo, ad un ricevitore posizionato sul trattore. In automatico la livella, una sorta di ruspa trainata dal mezzo agricolo, si abbassa e si alza per ‘tirare’ il terreno perfettamente in piano, quasi fosse un tavolo da biliardo. Dopo la livellatura la terra, compattata dalle ruote del trattore, verrà smossa per accogliere la semina del riso.

Un tempo, quando non esisteva il laser, gli appezzamenti erano spesso molto piccoli per permettere una livellatura della risaia tutta fatta a mano”, ci racconta Maria Grazia. Finite le parole, chiediamo a Maria Grazia e Graziano di fermare il trattore per una foto veloce. In azienda, la Riso Rancan, sono in quattro: oltre che sulla sorella, Graziano può contare infatti sull’aiuto della moglie Mara e della figlia Selene. Fatta la foto è subito ora di tornare al lavoro, perché ci sono altre risaie da livellare e non ci sono scorciatoie: il tempo qui è quello del giorno e della notte, delle stagioni. Non aspetta, non accelera. E non c’è tecnologia che lo possa, del tutto, governare.